martedì 24 settembre 2019

Il Drachenei di Lucerna ovvero L'Uovo di Drago di Lucerna e i Draghi delle Alpi Svizzere


di Nannai
Quando si entra in un Museo di Storia Naturale non si può certo immaginare di trovare in mezzo ai tanti reperti zoologici e ai diorami di vita quotidiana degli animali anche un reperto che non ti aspetti. Tra tutti i fossili, i cristalli e i minerali non si pensa certo di trovare un uovo di drago. Ma è quello che è successo a me visitando il Museo di Storia Naturale di Lucerna. Ero impreparato, non conoscevo la storia della città. Ma fu per me, ricercatore, una piacevole scoperta. Se la cosa venisse un po' più pubblicizzata e giungesse alle orecchie degli amanti di storia fantastica e ai cripto-zoologi, il museo sarebbe sicuramente più frequentato di quanto lo è oggi.
Infatti, sembrerebbe che un tempo la città di Lucerna avesse tra i suoi vanti quello di aver disseppellito tra le radici di una grande quercia le ossa di un gigante più alto dello stesso Golia biblico, e di possedere un vero e proprio uovo di drago, per di più dotato esso stesso di uno straordinario potere di guarigione contro tutti i mali e i malanni.
Lo stesso Museo di Storia Naturale lo presenta come una peculiarità del Museo, ma non dice molto di più delle poche note di come venne ritrovato.
Mons Pilatus
Eppure, Lucerna ai piedi del Monte Pilatus con di fronte il Monte Rigi, sulle sponde di uno dei bracci del Lago dei Quattro Cantoni, è solo uno dei luoghi dove un tempo si diceva dimorassero i draghi. Tutta quanta la catena alpina della Svizzera sembra fosse un gigantesco nido per draghi. Se volete trovare i draghi, la Svizzera è il posto giusto. Anche se gli stessi svizzeri non sembra che ne siano a conoscenza.
Così, nel tentativo di approfondire un aspetto della storia dell'umanità, il rapporto tra draghi e genere umano, è iniziata la mia ricerca nel loro mondo partendo proprio dalle Alpi elvetiche.
Draco a pag 396 di Scheuchzer, Johann Jakob, 1672-1733 -
Ouresiphoítes Helveticus, sive itinera per Helvetiæ alpinas

Questa ricerca si è poi trasformata fino a diventare un viaggio nel sottosuolo della Terra e nel ventre delle montagne, nonché nello stesso animo umano che come quegli anfratti sotterranei si scopre essere pieno di oscure paure irrazionali e incomprensibili.
Il Drachenei o Uovo di Drago
Racchiuso in un vecchio e consunto cofanetto di cuoio chiaro e poggiato su un morbido cuscino di velluto rosa, l'uovo appare alla vista come una sfera di pietra distinta in tre diverse fasce alternate di chiaro e scuro. La fascia centrale chiara presenta delle figure che sembrano essere delle sinuose sanguisughe. La superficie ad occhio appare porosa come lo potrebbe essere un vero uovo di rettile o di uccello.
Sottoposto ad un'analisi non invasiva portata avanti dagli scienziati del Museo Naturale di Lucerna, dell'Università di Berna e del Museo di Storia Naturale di Berna e da parte dei laboratori di Dübendorf, si è riusciti utilizzando la metodica di tomografia computerizzata a mostrare che la pietra era costituita internamente di un materiale, la cui natura era probabilmente argilla cotta. A questa probabile natura però gli scienziati non riuscivano a dare una spiegazione, ne riuscivano a spiegare come fosse stata creata la palla di argilla, e ancora non riuscivano a conciliare il risultato trovato con l'osservazione di come venne rinvenuta quasi 600 anni fa dal contadino di Lucerna.

L'Uovo di Drago -
Foto dell'Autore
 Queste analisi, che escludono solo la natura meteorica dell'uovo, ipotesi avanzata nel XVII secolo dal fisico e teorico dell'origine dei meteoriti Ernst Florens Friedrich Chladni (1756-1827), non sembrano mettere la parola fine sulla sua origine. Il risultato delle analisi ci dicono solo che essa ha una natura argillosa. Ma non conoscendo la natura delle uova di drago potrebbe benissimo essere di argilla cotta. Dopo 600 anni, il contenuto potrebbe essersi trasformato in un uovo d'argilla. Ipotesi, da non escludere velocemente, non conoscendo il modo con cui quest'uovo inizialmente veniva conservato, forse anche in un contenitore pieno di argilla? Subendo, così un primo processo di fossilizzazione? Non è forse così che nascono i fossili?

 De Draconibus subterraneus

 Athanasius Kircher
La storia del suo ritrovamento ci viene riportata nella sua interezza dal gesuita Athanasius Kircher, enciclopedista e museologo. Figura poliedrica, interessato a tutti i rami dello scibile umano. A lui si devono gli studi sulla Mensa Isiaca, la Tavola bembina (dal nome del Cardinale Bembo) e gli studi di acustica, di ottica e di magia naturale.

Un’unica forza, quindi, quella dell’Amore (v. J. Hechius “Magnes amoris amor" lega il mondo minerale, vegetale e animale, 
Athanasius Kircher nella sua Ars Magna Lucis et Umbrae: 

Nella sua opera intitolata Mundus subterraneus (del 1665) scritta durante il suo soggiorno a Roma,  il gesuita tedesco raccolse molte storie di draghi in Europa e Asia, e tra queste vi era anche quella del ritrovamento dell'uovo di Drago di Lucerna. 

Athanasius dice di aver letto la storia originale raccolta e raccontata nell'opera di un altro gesuità, Joannes Cysatus.

Narrat Cysatus - estratto da Mundus Subterraneus di A. Kircher pag. 99 
  Narrat Cysatus

Racconta Cysatus che "mentre un contadino raccoglieva il fieno, vide provenire dal monte Pilatus  sulla collina opposta l'immensa mole di un drago, quando lo vide da po' lontano per timore di morire ebbe una crisi. Tuttavia continuò ad osservarlo, e  vide che (il drago) lasciò cadere qualcosa come un liquido; alcuni reperti sotto forma di coagulo di sangue caddero nel prato. Al suo interno vi era una pietra di vari colori, uno di questi (reperti) si trova ancor oggi a Lucerna "conservato" come un cimelio di valore  inestimabile".

Si trattava, sicuramente, di un cimelio di inestimabile valore non solo per la sua origine fuori dal comune, ma anche perché fin da subito si diffuse la voce che avesse capacità di sanare tutti i mali. Questa proprietà condivisa con tutte le altre draconiti del mondo, cioè le pietre, estratte dai crani dei draghi quando ancora erano vivi, e che venivano usate a scopi terapeutici.

Il contadino protagonista dell'evento inusuale, avvenuto nel 1420, si chiamava Bauer Stampfli. La pietra fu poi venduta al chirurgo Martin Schriber nel 1509 e usata per operare miracolose guarigioni.

La Mirabolante Storia del Bottaio che visse per Sei Mesi con due Draghi.

Questa appena raccontata della draconite di Lucerna non è la sola leggenda di draghi che ci è giunta dai monti della regione di Lucerna. Athanasius Kircher ci riporta altre storie di draghi che abitavano gli anfratti del monte Pilatus. Una di queste leggende vide come personaggio un bottaio di Lucerna. Mentre era impegnato nella ricerca di legna per farne botti da vino. Nella solitudine degli intricati e labirintici sentieri dei boschi del Monte perse la via del ritorno. Vagabondò per tutta la notte in cerca della via di casa fino a quando non rovinò dentro una di quei tanti anfratti che segnano il fianco della montagna. La sua caduta rovinosa nel profondo crepaccio fu attutita dal fango che si trovava sul fondo. Cercò di uscire dalla profonda voragine ma non vi riuscì, scoprì diverse caverne, la più grande delle quali ospitava due orribili draghi alati (ecce mox duos horridos dracones sibi abviam habuit). I due dragoni si dimostrarono abbastanza mansueti non stritolandolo né con il lungo collo né con la coda. Rimase in loro compagnia non per un giorno, non per una settimana ma per sei interi mesi, dal sei Novembre al dieci Aprile. (Commoratus est tamen, non unum diem aut septimanam, sed sex integris mensibus, à sexta Novembris, usque ad decimam Aprilis.) Dormì con loro durante le lunghe notti invernali avvolto alle loro lunghe spire, sostentandosi con un liquido salato che essudava dalle pareti della grotta seguendo l'esempio dei draghi che lo leccavano di continuo. Questo liquido fu sufficiente a rifocillare il bottaio per tutta la durata della sua permanenza nella grotta. Con l'arrivo della primavera i draghi cominciarono a mostrarsi sempre più agitati. All'improvviso, uno di loro agitò le grandi ali e abbandonò la tana volando via.
Quando il secondo si preparò a seguirlo, il bottaio vedendola come unica soluzione per uscire da lì si aggrappò alla coda del drago. Al ritorno in città la sua storia fu ascoltata con grande stupore. Si fece sacerdote, ma il ritorno ad una alimentazione regolare ben presto lo portò alla morte.


 A questa leggenda segue una storia ancor più incredibile che vide testimoni non una sola persona ma un intera città, dopo che si era verificato un violento temporale la sera del 25 maggio 1499 a Lucerna. La mattina seguente del 26 maggio 1499 si dice che un magnifico dragone senza ali si levò dall'interno del fiume Reuss. La storia prosegue dicendo che il drago finì nel fiume a causa della tempesta che imperversava sul Monte Pilatus. La gente di varie città vide il drago.
Figura tra le pag 386 e 387 nel libro del Naturalista
Scheuchzer, Johann Jakob, 1672-1733 -
Ouresiphoítes Helveticus, sive itinera per Helvetiæ alpina.
Da  notare la somiglianza con i draghi cinesi
Non si sa bene se si trattasse sempre dello stesso drago del 1420 ma nel 1619, uno stimato uomo di nome Christophorum Schorerum, prefetto del territorio di Solidurani in una lettera descrive la sua testimonianza della visione di un drago alato. Lui così descrive l'evento: "Mentre contemplavo il cielo sereno durante la notte, vidi uno splendido dragone con ali battenti andare da un antro della immensa rupe nel monte Pilatus verso un altra grotta chiamata Flue nella parte opposta del lago". Le ali  durante il transvolo venivano agitate velocemente.
A riprova che i draghi erano un po' diffusi per tutta la Svizzera il nostro Athanasius ci riporta altri avvenimenti accaduti nei secoli precedenti. Ci racconta che, nell'anno 712 d. C., due fratelli, il più grande chiamato Syntram l'altro Beltram, due condottieri Lenzeburgenses mentre si trovavano a caccia nelle immense solitudini delle rupi dei monti del territorio bernese nell'antico borgo di Burgdorpium (Urbs Burgdorpium) si imbatterono nell'immensa mole di un mostro. Si trattava di un Drago, che giaceva nelle profondità di una grotta. Il drago alla vista dei cavalieri li scambiò per delle prede e con grande impeto si precipitò su di loro. Inghiottì vivo Beltram, il fratello minore. Allora, Syntram con impeto sia con l'asta che con il gladio squarciò il ventre della bestia estraendo il corpo del fratello che stava esalando l'ultimo respiro. Il suo corpo fu deposto a Berna nella cappella di Santa Margherita.
Un'altra leggenda narra la storia di come un governatore regionale, Winkelried, abbia ucciso un drago sul Monte Pilatus. Si dice che avvolse la lancia in ramoscelli di spine, la spinse nella bocca del drago e proseguì la sua azione perforando il drago con la spada. Sfortunatamente, però, parte del sangue velenoso del drago cadde sulla sua mano e in più anche il fetido respiro del drago morente avvolse il cavaliere. Il sangue nelle vene di Winkelried si raggrumò e lui morì.
L'elenco potrebbe continuare ancora a lungo per allargarsi alle storie provenienti dai Carpazi e dalle isole Britanniche fino a giungere in Oriente, ma per ora è meglio interrompere qui e continuare in un altro articolo. Basti solo ricordare che della presenza di Draghi in Svizzera non fu solo Athanasius Kircher a parlarci. A lui si dovrebbero aggiungere la raccolta di un altro studioso svizzero, il naturalista Johann Jakob Scheuchzer che nel secondo volume della sua immensa opera "Iter Alpinum", l'Ouresiphoites Halveticus, raccoglie altre storie di prima mano nel tentativo di trovare conferma ai numerosi racconti sui draghi dei monti della Svizzera. Poi si potrebbe aggiungere la raccolta delle storie di Ignatius Schreiner nel suo "Tractatus de animalibus subterraneis et  insectis"  o l'elenco fatto da Johannes Zahn nel suo volume "Speculae Physico-Mathematico-Historica" Tomus II:  senza dover ricordare i racconti degli autori classici.
È anche possibile che da questi monti provenisse il famoso drago che imperversava da Erba fino in Valassina, ammorbando l'aria con il suo fiato pestifero e facendo stragi di greggi e animali domestici. Per contenere la furia del rettile alato i cittadini concessero al drago una principessa, una bellissima fanciulla figlia di re. Mentre il drago stava per divorarla sopraggiunse nella regione della Brianza S. Giorgio, il famoso cavaliere originario della Cappadocia, che sconfisse il drago. Lo decapitò e la testa rotolò fino nel lago di PusianoLiber Notitiae Sanctorum Mediolanii" ed è stata ben raffigurata nelle opere del pittore fiorentino Paolo Uccello
San Giorgio e il Drago di Paolo Uccello, Londra
National Gallery.
La storia viene raccontata nel "
La regione della Brianza non è molto lontana in linea d'aria da un altro probabile nido di draghi, cioè il Monte S Giorgio in Ticino nel sud della Svizzera. 
La linea nera traccia il percosso via aria dal Monte S. Giorgio
al Lago Pusiano dove il Santo sauroctono uccide il drago.

Monte ora patrimonio dell' Unesco e sede di numerosi ritrovamenti di fossili tra cui anche il Ticinosuchus ferox, le cui sembianze ricordano le descrizioni dei testimoni oculari di draghi. 
Ricostruzione del Ticinosuchus ferox esposto al
Museo Paleontologico del Monte S. Giorgio
L'ipotesi che nasce è questa: non è forse probabile che alcuni esemplari di questi sauri preistorici siano riusciti a proliferare fino al Medioevo, quindi resistendo agli sconvolgimenti geologici che i paleontologi dicono essere causa della loro estinzione?
Queste storie e molte altre che, probabilmente, non furono mai trascritte, spinsero le autorità di Lucerna a proibire per lungo tempo a tutti l'accesso e l'ascesa alla montagna del Pilatus. 
Particolare del Ticinosuchus ferox 
La motivazione ufficiale era la pericolosità della montagna a causa delle continue tempeste che lì si sprigionavano. E la cosa sembrava essere molto seria e di grande importanza per le autorità cittadine perché quando nel 1387 sei chierici tentarono di scalare il monte senza aiuto vennero imprigionati. Oltre a queste proibizioni, la gente veniva tenuta lontana dal monte anche grazie alla diffusa credenza popolare che raccontava che il Monte si chiamasse così perché i romani seppellirono sulle sue pendici Ponzio Pilato. I romani per liberarsi del pesante fardello rappresentato dalle spoglie del giudice di Gesù, lo seppellirono su quelle rupi. Dunque il monte prenderebbe il nome dal prefetto romano della Giudea. La credenza popolare diceva che le continue tempeste che lì imperversavano fossero dovute allo spirito del prefetto romano che non riusciva a trovare pace a causa del sangue di Gesù versato. 
Pharmacopea alchemica - Lucerna
In realtà, sembra che il nome derivi dal termine latino "pileatus/pilleatus" che significa incappellato / imberrettato, cioè sormontato dalle nubi. 
Fu solo nel sedicesimo secolo che divenne legale arrampicarsi sulle rupi della montagna.
Da allora illustri personaggi, vi salirono tra i quali Conrad Gessner, Theodore Roosevelt, Arthur Shopenhauer (1804), la Regina Vittoria sotto lo pseudonimo della contessa del Kent e Julia Ward Howe (1867).

Particolare del sauro all'interno del laboratorio farmacologico.
Il sauro presenta delle corna di cervo come ali.
I moderni hanno cercato di giustificare in tutti i modi queste testimonianze. Una delle interpretazioni più recenti è quella che vuole che le storie sui draghi fossero solo delle testimonianze di ritrovamenti, avvenute nel passato da parte di contadini, di fossili di dinosauro. Una teoria non del tutto scartabile visto che spesso le regioni dei racconti sono le stesse dei luoghi dei ritrovamenti di fossili dei sauri del Mesozoico. Un'altra teoria che va per lo più è che si tratti di interpretazioni simboliche e archetipiche per simboleggiare la lotta del cristianesimo contro il paganesimo, visto come il male e rappresentato come un serpente alato, appunto un drago.
Eppure qualcosa di terribile doveva pur muoversi tra quelle rupi. Perché storie come queste non possono essere scartate subito adducendo a motivo delle fantasie popolane di villici che scambiavano per esseri viventi dei fossili pietrificati di dinosauri preistorici. Infatti, solo mantenendosi rigidi alle testimonianze si vede subito che esse non parlano di draghi nelle pietre o di scheletri di draghi ma di draghi che respiravano, si nutrivano, svernavano, volavano e che erano dotati di un immensa mole capaci anche di uccidere se disturbati.

Bibliografia

Kircher Athanasius - Mundus Subterraneus - Tomus II 

Pymm, R. (2016). “Serpent stones - myth and medical application". Geological Society, London, Special Publications.

Scheuchzer, Johann Jakob, 1672-1733 - Ouresiphoítes Helveticus, sive itinera per Helvetiæ alpinas Vol.

 Ignatius Schreiner . "Tractatus de animalibus subterraneis et  insectis"

Johannes Zahn. "Speculae Physico-Mathematico-Historica" Tomus II 

"Liber Notitiae Sanctorum Mediolanii"

lunedì 30 luglio 2018

Philip K. Dick svelò per primo la Matrix nel 1977

Durante il festival della Fantascienza di Metz, tenutosi nel 1977, il romanziere e scrittore Philip K Dick fa un discorso profetico nel quale si possono riscontrare dei riferimenti ad argomenti trattati in film come Matrix e in quelle teorie che oggi prendono il nome di Teoria della Simulazione al Computer o della Realtà Olografica
In breve, staremo vivendo in un Universo Olografico che nelle sue più piccole sfaccettature risulta essere la creazione di una mente artificiale che ci tiene imprigionati in una serie di matrici matematiche che creano il nostro mondo. Nel suo discorso Philip K. Dick, rivela come è arrivato a comprendere questa realtà. Una ricerca durata anni.  Maggiori dettagli li racconta nel suo discorso del 1978: "Come Creare un Universo che non Cada apezzi dopo due giorni" dove segna le tappe più significative.
Nel video, qua sotto, che è un frammento della conferenza tenuta a Metz, Dick racconta di quali sono i segnali che ci fanno capire che la realtà che stiamo vivendo non sia altro che un ologramma creato da un computer. I segnali più significativi sono da ricercare nei fenomeni di ripetizioni di un immagine già vissuta che vengono interpretati dalla nostra mente come un "déjà vu" (già visto), ossia quella forte sensazione di aver già vissuto quella scena. Fenomeno questo che lascia una profonda inquietudine e che ci spinge a cercare tra i ricordi il momento in cui lo abbiamo già vissuto. Per Dick, ma non solo per lui, il déjà vu è un segnale! Il segnale di una modifica che è stata apportata nella nostra realtà dalla matrice. Famosa è la scena del gatto nero, nel film del  999 (The Matrix), che passa due volte dietro la porta e che Neo percepisce come un "dejà vu".
Ma vi lascio alle sue stesse parole, che valgono più di tante spiegazioni.




I dejà vu o gli errori della commessi nella nostra realtà dal computer artificiale nel film. Matrix. 
È un segnale che qualcosa non va:

Come Costruire un Universo che non Cada a Pezzi due Giorni dopo - Philip K. Dick, 1978


Philip K. Dick è indiscutibilmente uno degli scrittori più stimolanti di tutti i tempi, e per di più, LA MAGGIOR PARTE DI QUELLO CHE HA SCRITTO È VERO. Dalle sue opere sono venuti fuori pellicole cinematografiche che hanno fatto la storia della fantascienza, come Blade Runner diretto da Ridley Scott e ispirato al suo romanzo (Il cacciatore di Androidi del 1968 (Do Androids Dream of Electric Sheep?) oppure Minority Report ispirato al romanzo omonimo.

Qui, diamo uno sguardo più da vicino al suo ormai famoso discorso del 1977, in cui proclama che il nostro mondo è una simulazione al computer. A mio modesto parere, questa affermazione è stata la sua interpretazione di ciò che stava vivendo, e non è una cattiva ipotesi. Ma è la mia contingenza che questa affermazione "dickiana" sia inaccuratamente ricevuta da noi, le persone che vivono nel XXI secolo. Tuttavia, ciò non cambia il fatto che Philip K. Dick ci ha dato un messaggio profondo in quel discorso, e in altri, così come nei suoi romanzi e racconti ... Resta a noi interpretare ciò che in effetti quel messaggio voleva dire.

Inizio discorso:
Prima di iniziare ad annoiarvi con il solito genere di cose che gli scrittori di fantascienza dicono nei loro discorsi, permettetemi di portarvi saluti ufficiali di Disneyland. Mi considero un portavoce di Disneyland perché vivo a poche miglia di distanza - e, come se ciò non bastasse, una volta ho avuto l'onore di essere stato intervistato da Paris TV.
Per diverse settimane dopo l'intervista, mi sono ammalato e costretto a letto. Penso che siano state le vorticose tazze da tè a farlo. Elizabeth Antebi, che era la produttrice del programma, voleva farmi girare su una delle gigantesche tazze da tè mentre discutevo della nascita del fascismo con Norman Spinrad ... un mio vecchio amico che scrive dell'ottima fantascienza. Discutemmo anche del Watergate, ma lo facemmo sul ponte della nave pirata di Capitan Uncino. I bambini  indossavano i cappelli di Topolino - quei copricapo neri con le orecchie - continuavano a correre e picchiavano contro di noi mentre le telecamere ronzavano via ed Elizabeth faceva domande inaspettate. Norman e io, preoccupati di districcarci tra i bambini piccoli, abbiamo detto cose straordinariamente stupide quel giorno. Oggi, tuttavia, dovrò accettare la piena responsabilità per quello che ti dico.
Gli scrittori di fantascienza, mi spiace dirlo, in realtà non sanno nulla. Non possiamo parlare di scienza, perché la nostra conoscenza di esso è limitata e non ufficiale, e di solito la nostra finzione è terribile. Alcuni anni fa, nessun college o università avrebbe mai considerato di invitare uno di noi a parlare. Siamo stati misericordiosamente confinati in riviste spaventose, senza impressionare nessuno. A quei tempi, gli amici mi dicevano: "Ma stai scrivendo qualcosa di serio?" Che significa "stai scrivendo qualcosa di diverso dalla fantascienza?" Desideravamo essere accettati. Desideriamo essere notati. Poi, all'improvviso, il mondo accademico ci ha notato, siamo stati invitati a tenere discorsi e ad apparire in gruppi - e immediatamente ci siamo fatti degli idioti. Il problema è semplicemente questo: cosa ne sa uno scrittore di fantascienza? Su quale argomento è un'autorità?
Mi ricorda un titolo apparso su un giornale della California poco prima che prendessi l'aereo per venire qui. " Scienziati affermano che i topi non possono essere fatti per guardare come gli Esseri Umani". Suppongo che fosse un programma di ricerca finanziato dalla federazione. Pensate: qualcuno in questo mondo può essere considerato un'autorità sul fatto che i topi possano o meno indossare scarpe bicolori, cappelli derby, camicie e pantaloni di Dacron e passare come umani.
Bene, ti racconterò dei miei interessi, ciò che considero importante. 
Non posso affermare di essere un'autorità su nulla, ma posso onestamente dire che certe cose mi affascinano assolutamente, e che scrivo di loro tutto il tempo. I due argomenti di base che mi affascinano sono "Cos'è la realtà?" E "Che cosa costituisce l'essere umano autentico?" Nei ventisette anni in cui ho pubblicato romanzi e storie ho indagato su questi due argomenti correlati più e più volte. Li considero argomenti importanti. Cosa siamo noi? Che cosa ci circonda, che chiamiamo il non-io, o il mondo empirico o fenomenico?
Nel 1951, quando vendetti la mia prima storia, non avevo idea che questioni così fondamentali potessero essere perseguite nel campo della fantascienza. Ho iniziato a perseguirli inconsciamente. La mia prima storia ha avuto a che fare con un cane che immaginava che i netturbini che arrivavano ogni venerdì mattina rubassero del cibo prezioso che la famiglia aveva accuratamente conservato in un sicuro bidone di metallo. Ogni giorno, i membri della famiglia portavano sacchi di carta con del buon cibo maturo, li infilavano nel contenitore di metallo, chiudevano il coperchio con forza - e quando il contenitore era pieno, queste creature dall'aspetto terribile venivano e rubavano tutto tranne il bidone.
Alla fine, nella storia, il cane comincia a immaginare che un giorno i netturbini avrebbero mangiato le persone in casa, oltre a rubare il loro cibo. Certo, il cane ha torto su questo. Sappiamo tutti che i netturbini non mangiano le persone. Ma la deduzione del cane era in un certo senso logico - sugli elementi a sua disposizione. La storia parlava di un cane reale, e io ero solito guardarlo e cercare di entrare nella sua testa e immaginare come vedeva il mondo. Certamente, ho deciso, quel cane vede il mondo in modo diverso da me, o qualsiasi essere umano. E poi ho iniziato a pensare, forse ogni essere umano vive in un mondo unico, un mondo privato, un mondo diverso da quelli abitati e vissuti da tutti gli altri umani. E questo mi ha portato a chiedermi: se la realtà differisce da persona a persona, possiamo parlare di realtà singolare, o non dovremmo davvero parlare di realtà plurali? E se esistono realtà plurali, alcune sono più vere (più reali) di altre? E il mondo di uno schizofrenico? Forse è reale come il nostro mondo. Forse non possiamo dire che siamo in contatto con la realtà e non lo è, ma dovremmo invece dire che la sua realtà è così diversa dalla nostra che non può spiegarcela e noi non possiamo spiegarglielo. Il problema, quindi, è che se i mondi soggettivi vengono vissuti in modo troppo diverso, si verifica una rottura della comunicazione ... e c'è la vera malattia. La sua realtà è così diversa dalla nostra che non riesce a spiegarcelo, e non possiamo spiegarglielo. Il problema, quindi, è che se i mondi soggettivi vengono vissuti in modo troppo diverso, si verifica una rottura della comunicazione ... e c'è la vera malattia. La sua realtà è così diversa dalla nostra che non riesce a spiegarcelo, e non possiamo spiegarglielo. Il problema, quindi, è che se i mondi soggettivi vengono vissuti in modo troppo diverso, si verifica una rottura della comunicazione ... e c'è la vera malattia.
Tempo fa ho scritto un racconto (Electric Ant, 1968) su un uomo che era stato ferito e portato all'ospedale. Quando hanno iniziato l'intervento chirurgico su di lui, hanno scoperto che non era un umano, ma un androide e lui non lo sapeva. Dovettero comunicargli la notizia. Quasi subito, il signor Garson Poole scoprì che la sua realtà consisteva in un nastro perforato che passava da bobina a un'altra bobina nel suo petto. Affascinato, iniziò a riempire alcuni dei buchi e ad aggiungerne di nuovi. Immediatamente, il suo mondo cambiò. Uno stormo di anatre volò attraverso la stanza mentre faceva un nuovo buco nel nastro. Alla fine tagliò del tutto il nastro, dopodiché il mondo scomparve. Tuttavia, è scomparso anche per gli altri personaggi della storia ... il che non ha senso, se ci pensi. A meno che gli altri personaggi non fossero frutto della sua fantasia da nastro perforato. Che immagino sia quello che erano.
Speravo sempre, mentre scrivevo romanzi e storie in cui mi ponevo la domanda "Che cos'è la realtà?", nutrendo la speranza di trovare una risposta un giorno. Questa era la speranza della maggior parte dei miei lettori. Gli anni passarono. Ho scritto oltre trenta romanzi e oltre cento storie, e ancora non riuscivo a capire cosa fosse reale. Un giorno una studentessa universitaria in Canada mi ha chiesto di definire la realtà, per un saggio che stava scrivendo per il suo corso di filosofia. Voleva una risposta sintetica in una sola frase. Ci ho pensato e alla fine ho detto: "La realtà è ciò che, quando smetti di crederci, non scompare". È tutto ciò che posso affermare. Era il 1972. Da allora non sono più riuscito a definire la realtà in modo lucido.
Ma il problema è reale, non un semplice gioco intellettuale. Perché oggi viviamo in una società in cui le realtà spurie sono prodotte dai media, dai governi, dalle grandi corporation, dai gruppi religiosi, dai gruppi politici - e l'hardware elettronico esiste con cui consegnare questi pseudo-mondi direttamente nella testa del lettore, dello spettatore, e di chi ascolta. A volte quando guardo mia figlia di undici anni a guardare la TV, mi chiedo cosa le stia insegnando. Da prendere in seria considerazione il problema del malinteso. Un programma televisivo prodotto per adulti viene visto da un bambino piccolo. La metà di ciò che viene detto e fatto nel dramma televisivo è probabilmente frainteso dal bambino. Probabilmente viene tutto frainteso. Comunque, la questione è, quanto può essere autentica l'informazione, anche se il bambino l'ha capita correttamente? Qual è la relazione tra la situazione tra un programma TV  e la realtà? E cosa dire dei film polizieschi? Le auto continuano a sterzare senza controllo, a schiantarsi e a prendere fuoco. La polizia è sempre brava e vince sempre. Non ignorare questo punto: la polizia vince sempre. Che lezione è. Non dovresti combattere l'autorità, e anche se lo fai, perderai. Il messaggio qui è "Sii passivo", e "collabora". Se l'agente Baretta ti chiede informazioni, daglielo, perché l'agente Baretta è un uomo buono, di cui fidarsi. Lui ti ama e tu dovresti amarlo.
Quindi chiedo, nei miei scritti, mi chiedo "Cosa è reale?" Perché incessantemente siamo bombardati da pseudo-realtà fabbricate da persone molto sofisticate che usano meccanismi elettronici molto sofisticati. Non mi fido delle loro motivazioni. Diffido del loro potere Ne hanno un sacco. Ed è un potere sorprendente: quello di creare interi universi, universi della mente. Dovrei saperlo. Faccio la stessa cosa Il mio lavoro è creare universi, come sfondo per i miei romanzi uno dopo l'altro. E devo costruirli in modo tale che non crollino dopo due giorni. O almeno questo è ciò che i miei editori sperano. Tuttavia, ti svelerò un segreto: mi piace costruire universi che cadono a pezzi. Mi piace vederli venire scollati e mi piace vedere come i personaggi dei romanzi affrontano questo problema. Ho un segreto amore per il caos. Dovrebbe essercene di più. Non credere - e sono serio sul serio quando dico questo - non dare per scontato che l'ordine e la stabilità siano sempre buoni, in una società o in un universo. Il vecchio, l'ossificato, deve sempre lasciare il posto alla nuova vita e alla nascita di cose nuove. Prima che le nuove cose possano nascere, il vecchio deve perire. Questa è una realizzazione pericolosa, perché ci dice che alla fine dobbiamo separarci da gran parte di ciò che ci è familiare. E questo fa male. Ma questo è parte del copione della vita. Se non possiamo accogliere psicologicamente il cambiamento, noi stessi iniziamo a morire interiormente. Quello che sto dicendo è che gli oggetti, i costumi, le abitudini e gli stili di vita devono perire affinché l'essere umano autentico possa vivere. Ed è l'essere umano autentico che conta di più, l'organismo vitale ed elastico che può riprendersi, assorbire e affrontare il nuovo. in una società o in un universo. Il vecchio, l'ossificato, deve sempre lasciare il posto alla nuova vita e alla nascita di cose nuove. Prima che le nuove cose possano nascere, il vecchio deve perire. Questa è una realizzazione pericolosa, perché ci dice che alla fine dobbiamo separarci da gran parte di ciò che ci è familiare. E questo fa male. Ma questo è parte del copione della vita. Se non possiamo accogliere psicologicamente il cambiamento, noi stessi iniziamo a morire interiormente. Quello che sto dicendo è che gli oggetti, i costumi, le abitudini e gli stili di vita devono perire affinché l'essere umano autentico possa vivere. Ed è l'essere umano autentico che conta di più, l'organismo vitale ed elastico che può riprendersi, assorbire e affrontare il nuovo. in una società o in un universo. Il vecchio, l'ossificato, deve sempre lasciare il posto alla nuova vita e alla nascita di cose nuove. Prima che le nuove cose possano nascere, il vecchio deve perire. Questa è una realizzazione pericolosa, perché ci dice che alla fine dobbiamo separarci da gran parte di ciò che ci è familiare. E questo fa male. Ma questo è parte del copione della vita. Se non possiamo accogliere psicologicamente il cambiamento, noi stessi iniziamo a morire interiormente. Quello che sto dicendo è che gli oggetti, i costumi, le abitudini e gli stili di vita devono perire affinché l'essere umano autentico possa vivere. Ed è l'essere umano autentico che conta di più, l'organismo vitale ed elastico che può riprendersi, assorbire e affrontare il nuovo. Questa è una realizzazione pericolosa, perché ci dice che alla fine dobbiamo separarci da gran parte di ciò che ci è familiare. E questo fa male. Ma questo è parte del copione della vita. Se non possiamo accogliere psicologicamente il cambiamento, noi stessi iniziamo a morire interiormente. Quello che sto dicendo è che gli oggetti, i costumi, le abitudini e gli stili di vita devono perire affinché l'essere umano autentico possa vivere. Ed è l'essere umano autentico che conta di più, l'organismo vitale ed elastico che può riprendersi, assorbire e affrontare il nuovo. Questa è una realizzazione pericolosa, perché ci dice che alla fine dobbiamo separarci da gran parte di ciò che ci è familiare. E questo fa male. Ma questo è parte del copione della vita. Se non possiamo accogliere psicologicamente il cambiamento, noi stessi iniziamo a morire interiormente. Quello che sto dicendo è che gli oggetti, i costumi, le abitudini e gli stili di vita devono perire affinché l'essere umano autentico possa vivere. Ed è l'essere umano autentico che conta di più, l'organismo vitale ed elastico che può riprendersi, assorbire e affrontare il nuovo. e i modi di vita devono perire affinché l'essere umano autentico possa vivere. Ed è l'essere umano autentico che conta di più, l'organismo vitale ed elastico che può riprendersi, assorbire e affrontare il nuovo. e i modi di vita devono perire affinché l'essere umano autentico possa vivere. Ed è l'essere umano autentico che conta di più, l'organismo vitale ed elastico che può riprendersi, assorbire e affrontare il nuovo.
Naturalmente, dico questo, perché vivo vicino a Disneyland, e aggiungo sempre nuove giostre e distruggo quelle vecchie. Disneyland è un organismo in evoluzione. Per anni c'è stato il Simulacro di Lincoln stesso, era solo una forma temporanea
assunta e poi abbandonata dalla materia e dall’energia. Lo stesso vale per ognuno di noi, che ci piaccia o no.
Il filosofo greco presocratico Parmenide insegnò che le sole cose che sono reali sono cose che non cambiano mai ... e il filosofo greco presocratico Eraclito insegnò che tutto cambia. Se sovrapponi le loro due viste, ottieni questo risultato: Niente è reale. C'è un affascinante passo successivo in questa linea di pensiero: Parmenide non avrebbe mai potuto esistere perché è invecchiato e è morto e scomparso, quindi, secondo la sua stessa filosofia, non esisteva. E Eraclito forse aveva ragione - non dimentichiamolo; quindi se Eraclito aveva ragione, allora Parmenide esisteva, e quindi, secondo la filosofia di Eraclito, forse Parmenide aveva ragione, dal momento che Parmenide soddisfaceva le condizioni, i criteri con cui Eraclito giudicava reali le cose.
Offro questo solo per dimostrare che non appena inizi a chiedere ciò che è in definitiva reale, cominci subito a dire assurdità. Zenone dimostrò che il movimento era impossibile (in realtà immaginava solo di averlo provato, ma quello che gli mancava era quello che tecnicamente è chiamato la "teoria dei limiti"). David Hume, il più grande scettico di tutti loro, una volta osservò che dopo una riunione di scettici incontrati per proclamare la veridicità dello scetticismo come una filosofia, tutti i membri del raduno lasciarono comunque la riunione dalla porta piuttosto che la finestra. Capisco cosa intendesse Hume. Era tutto solo un parlare. I solenni filosofi non stavano prendendo sul serio ciò che dicevano.
Ma io considero il problema di definire ciò che è reale - questo è un argomento serio, anche un argomento vitale. E lì dentro c'è l'altro argomento, la definizione dell'autentico umano. Perché il bombardamento di pseudo-realtà comincia a produrre inautenticati umani molto rapidamente, esseri umani spuri - falsi come i dati che li premono da tutte le parti. I miei due argomenti sono in realtà un solo argomento; si uniscono a questo punto. Le realtà false creeranno esseri umani falsi. Oppure, falsi esseri umani generano false realtà  e poi le vendono ad altri umani, trasformandoli, eventualmente, in contraffazioni di se stessi. Alla fine si hanno falsi umani che inventano realtà false e poi le vendono ad altri falsi esseri umani. È solo una versione molto grande di Disneyland. Puoi avere la Nave Pirata e o il Lincoln Simulacrum o "la giostra selvaggia di Mr. Toad" - ci possono essere tutti ma nessuno di loro è vero.
Nei miei scritti, mi sono interessato così tanto ai falsi che alla fine ho scoperto il concetto di falso falso. Ad esempio, a Disneyland ci sono uccelli finti mossi da motori elettrici che emettono gracchiano e strillano mentre ci passi davanti. Supponiamo che una notte tutti noi entriamo di nascosto nel parco con veri uccelli e di sostituirli con quelli artificiali. Immaginate l'orrore degli addetti di Disneyland nello scoprie questa burla crudele. Veri uccelli! E forse un giorno anche veri ippopotami e leoni. Costernazione. Il parco viene astutamente trasmutato dall'irreale al reale, da forze sinistre. Per esempio, supponiamo che il Matterhom si trasformasse in una vera montagna innevata? E se l'intero luogo, per miracolo della potenza e della saggezza di Dio, fosse cambiato, in un attimo, in un batter d'occhio, in qualcosa di incorruttibile? Dovrebbero chiudere.
Nel Timeo di Platone , Dio non crea l'universo, come fa il Dio cristiano; Lo trova semplicemente un giorno. È in uno stato di totale confusione. Dio si mette al lavoro per trasformare il caos in ordine. Quell'idea mi attrae e l'ho adattata per soddisfare i miei bisogni intellettuali: e se il nostro universo fosse iniziato come non del tutto reale, una sorta di illusione, come insegna la religione indù, e Dio, per amore e gentilezza per noi , lo sta lentamente trasmutando, lentamente e segretamente , in qualcosa di reale?
Non saremmo consapevoli di questa trasformazione, poiché non eravamo consapevoli che il nostro mondo fosse un'illusione in primo luogo. Questa tecnica è un'idea gnostica. Lo gnosticismo è una religione che ha abbracciato ebrei, cristiani e pagani per diversi secoli. Sono stato accusato di avere idee gnostiche. Credo di sì. Un tempo sarei stato bruciato. Ma alcune delle loro idee mi intrigano. Una volta, mentre stavo ricercando lo gnosticismo nella
Encyclopaedia Britannica, mi sono imbattuto in un codice gnostico chiamato Dio irreale e gli aspetti del suo universo inesistente,
Non ho potuto fare a meno di scoppiare a ridere.  Che tipo di persona scriverebbe su qualcosa che sa che non esiste, e come può qualcosa che non esiste avere aspetti? Ma poi mi sono reso conto che stavo scrivendo su questi argomenti da oltre venticinque anni. Immagino che ci sia molta libertà in ciò che puoi dire quando scrivi un argomento che non esiste. Un mio amico ha pubblicato un libro intitolato Snakes of Hawaii . Un certo numero di biblioteche lo scrisse per ordinare copie. Bene, non ci sono serpenti alle Hawaii. Le pagine del suo libro erano completamente bianche.
Certamente, nella fantascienza non si fa finta che i mondi descritti siano reali. Questo è il motivo per cui la chiamiamo finzione. Il lettore è avvisato in anticipo di non credere a quello che sta per leggere. Altrettanto vero, i visitatori di Disneyland capiscono che Mr. Toad non esiste realmente e che i pirati sono animati da motori e meccanismi di servo-assist, relè e circuiti elettronici. Quindi nessun inganno è in atto.
Eppure la cosa strana è, in qualche modo, un modo reale, molto di ciò che appare sotto il titolo di "fantascienza" è vero. Potrebbe non essere letteralmente vero, suppongo. Non siamo stati davvero invasi da creature di un altro sistema stellare, come raffigurato in Incontri ravvicinati del terzo tipo . I produttori di quel film non hanno mai voluto che ci credessimo. O lo hanno fatto?
E, cosa più importante, se avessero intenzione di affermarlo, è vero? Questo è il problema: no, l'autore o il produttore ci crede, ma - È vero? Perché, per puro caso, nella ricerca di un buon filato, un autore di fantascienza o un produttore o sceneggiatore potrebbe inciampare nella verità ... e solo più tardi realizzarlo.
Lo strumento di base per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se riesci a controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole. George Orwell lo ha chiarito nel suo romanzo 1984. Ma un altro modo per controllare le menti delle persone è controllare le loro percezioni. Se riesci a convincerli a vedere il mondo come te, penseranno come te. La comprensione segue la percezione. Come li fai vedere la realtà che vedi? Dopotutto, è solo una realtà tra tante. Le immagini sono un costituente di base: le immagini. Questo è il motivo per cui il potere della TV di influenzare le giovani menti è così incredibilmente vasto. Parole e immagini sono sincronizzate. Esiste la possibilità di un controllo totale dello spettatore, specialmente il giovane spettatore. La visione televisiva è una sorta di apprendimento del sonno. Un EEG di una persona che guarda la TV mostra che dopo circa mezz'ora il cervello decide che non sta succedendo nulla, e va in uno stato di ipnosi crepuscolare, emettendo onde alfa. Questo perché c'è un così piccolo movimento dell'occhio. Inoltre, gran parte dell'informazione è grafica e quindi passa nell'emisfero destro del cervello, piuttosto che essere elaborata dalla sinistra, dove si trova la personalità cosciente. Esperimenti recenti indicano che gran parte di ciò che vediamo sullo schermo televisivo viene ricevuto su base subliminale. Immaginiamo solo di vedere coscientemente cosa c'è. La maggior parte dei messaggi elude la nostra attenzione; letteralmente, dopo poche ore di guardare la TV, non sappiamo cosa abbiamo visto. I nostri ricordi sono spuri, come i nostri ricordi dei sogni; gli spazi vuoti sono compilati in modo retrospettivo. E falsificato. Abbiamo partecipato inconsapevolmente alla creazione di una realtà spuria, e quindi l'abbiamo obbligatoriamente alimentata a noi stessi. Abbiamo colluso nel nostro stesso destino.
Poi - e lo dico come scrittore di narrativa professionista - i produttori, sceneggiatori e registi che creano questi mondi video / audio non sanno quanto del loro contenuto sia vero. In altre parole, sono vittime del proprio prodotto, insieme a noi. Parlando di me stesso, non so quanto di vero ci sia nei miei scritti, o quali parti (se ce ne sono) siano vere. Questa è una situazione potenzialmente letale. Abbiamo che la  finzione imita la verità e la verità che imita la finzione. Abbiamo una sovrapposizione pericolosa, una sfocatura pericolosa. E con tutta probabilità non è intenzionale. In effetti, questo è parte del problema. Non puoi legiferare un autore per etichettare correttamente il suo prodotto, come una lattina di conserva i cui ingredienti sono elencati sull'etichetta ... non puoi costringerlo a dichiarare quale parte è vera e cosa non lo è se lui stesso non lo sa.
È un'esperienza inquietante scrivere qualcosa in un romanzo, credere che sia pura finzione e imparare più tardi, forse anni dopo, che è vero. Mi piacerebbe farti un esempio È qualcosa che non capisco. Forse puoi darmi una spiegazione. Io finora non ci riesco.
Nel 1970 scrissi un romanzo intitolato Flow My Tears, the Policeman Said . 

Uno dei personaggi è una ragazza di diciannove anni di nome Kathy. Il nome di suo marito è Jack. Kathy sembra lavorare per l'underground criminale, ma più tardi, mentre leggiamo più a fondo nel romanzo, scopriamo che in realtà sta lavorando per la polizia. Ha una relazione in corso con un ispettore di polizia. Il personaggio è pura finzione. O almeno pensavo che fosse.

Ad ogni modo, il giorno di Natale del 1970, ho incontrato una ragazza di nome Kathy - questo dopo che avevo finito il romanzo, capisci. Lei aveva diciannove anni. Il suo fidanzato si chiamava Jack. Presto ho saputo che Kathy era uno spacciatore di droga. Ho passato mesi a cercare di convincerla a smettere di drogarsi; L'ho avvertita ancora e ancora che sarebbe stata catturata. Poi, una sera mentre stavamo entrando in un ristorante insieme, Kathy si fermò e disse: "Non posso entrare." Seduto al ristorante c'era un ispettore di polizia che conoscevo. "Devo dirti la verità," disse Kathy. "Ho una relazione con lui."
Certo, queste sono strane coincidenze. Forse ho la precognizione. Ma il mistero diventa ancora più perplesso; il prossimo stadio mi confonde totalmente. Per quattro anni.
Nel 1974 il romanzo fu pubblicato da Double day. Un pomeriggio stavo parlando con il mio prete - Appartengo alla chiesa episcopale - e mi è capitato di menzionargli una scena importante verso la fine del romanzo in cui il personaggio Felix Buckman incontra uno sconosciuto dalla pelle nera in una stazione di servizio notturna, e  iniziano a parlare Mentre descrivevo la scena in modo sempre più dettagliato, il mio prete divenne progressivamente più agitato. Alla fine disse: "Questa è una scena tratta dal Libro degli Atti, dalla Bibbia! In Atti, la persona che incontra l'uomo di colore sulla strada si chiama Philip (Filippo) come te. "Padre Rasch era così sconvolto dalla somiglianza che non riuscì a trovare il passo nella sua Bibbia. "Leggi gli Atti", mi ha consigliato. "
e ti accorgerai che ho ragione. C’è una scena identica in ogni più piccolo dettaglio"
Sono tornato a casa e ho letto il passo in Atti. Sì, padre Rasch aveva ragione; la scena del mio romanzo era un'ovvia rielaborazione della scena in Atti … [Atti degli Apostoli 8,27-39,.] e devo ammettere che non li avevo mai letto. Ma di nuovo l'enigma è diventato più profondo. In Atti, il governatore romano che arresta e interroga San Paolo si chiama Felix - lo stesso nome del mio personaggio. E il mio personaggio Felix Buckman è un generale di polizia di alto rango; infatti, nel mio romanzo ha lo stesso incarico di Felix nel libro degli Atti: l'autorità finale. C'è una conversazione nel mio romanzo che ricorda molto da vicino una conversazione tra Filippo e Paolo.
Bene, ho deciso di trovare altre somiglianze. Il personaggio principale del mio romanzo si chiama Jason. Mi sono procurato un indice della Bibbia e ho cercato di vedere se qualcuno di nome Jason appare in qualche luogo nella Bibbia. Non ne ricordavo nessuno. Ebbene, un uomo di nome Jason appare una sola volta nella Bibbia. È nel libro degli Atti degli Atti degli Apostoli [Atti degli Apostoli 17,5-9.] . E, come per tormentarmi ulteriormente con coincidenze, nel mio romanzo Jason fugge dalle autorità e si rifugia nella casa di una persona, e in Atti l'uomo di nome Jason offre un nascondiglio a una persona che cerca di fuggire alla legge nella sua casa - un'inversione esatta del situazione nel mio romanzo, come se il misterioso Spirito responsabile di tutto questo avesse una sorta di risata su tutta la faccenda.
Felix, Jason, e l'incontro sulla strada con l'uomo di colore che è completamente sconosciuto. In Atti, il discepolo Filippo battezzò l'uomo di colore, che poi se ne va pieno di gioia. Nel mio romanzo, Felix Buckman si rivolge allo sconosciutodi colore per avere un supporto emotivo, perché la sorella di Felix Buckman è appena morta e sta cadendo a pezzi psicologicamente. L'uomo di colore sveglia lo spirito di Buckman e sebbene Buckman non se ne vada esultando, almeno le sue lacrime hanno smesso di cadere. Stava volando a casa, piangendo per la morte di sua sorella, e doveva raggiungere qualcuno, chiunque, persino un estraneo. È un incontro tra due sconosciuti sulla strada che cambia la vita di uno di loro - sia nel mio romanzo che in Atti. E un ultimo capriccio del misterioso Spirito all'opera: il nome Felix è la parola latina per "felice".
Uno studio accurato del mio romanzo dimostra che per ragioni che non riesco nemmeno a spiegare, sono riuscito a ripetere alcuni degli episodi fondamentali di un particolare libro della Bibbia, e avevo persino i nomi giusti. Cosa potrebbe spiegare questo? È stato quattro anni fa che ho scoperto tutto questo. Per quattro anni ho cercato di inventare una teoria e non ci sono riuscito. Dubito che lo farò mai.
Ma il mistero non era finito lì, come avevo immaginato. Due mesi fa stavo camminando verso la cassetta delle lettere a tarda notte per spedire una lettera e anche per godermi la vista della chiesa di San Giuseppe, che si trova di fronte al mio condominio. Ho notato un uomo che vagava sospettoso intorno ad una macchina parcheggiata. Sembrava che stesse tentando di rubare l'auto, o forse qualcosa da dentro di questa; mentre tornavo dalla cassetta delle lettere, l'uomo si nascose dietro un albero. D'impulso mi avvicinai a lui e gli chiesi: "Qual è il problema?"
"Sono senza benzina", disse l'uomo. "E non ho soldi."
Incredibilmente, perché non l'ho mai fatto prima, ho tirato fuori il portafoglio, ne ho preso tutti i soldi e gli ho dato i soldi. Poi mi ha stretto la mano e ha chiesto dove vivevo, in modo che potesse in seguito rimborsare i soldi. Sono tornato nel mio appartamento e poi ho capito che i soldi non gli sarebbero serviti, dato che non c'erano stazioni di servizio a poca distanza. Così sono tornato, nella mia macchina. L'uomo aveva una tanica di metallo nel bagagliaio della sua auto e, insieme, guidammo la mia auto fino a una stazione di servizio notturna. Ben presto stavamo lì, due estranei, mentre il benzinaio riempiva la tanica di metallo. All'improvviso ho capito che questa era la scena del mio romanzo - il romanzo scritto otto anni prima. La stazione di servizio notturna era esattamente come l'avevo immaginata nel mio occhio interiore quando scrissi la scena: la luce bianca abbagliante, il benzinaio - e ora ho visto qualcosa che non avevo mai visto prima. Lo sconosciuto che stavo aiutando era nero. Tornammo alla macchina in sosta senza benzina, mi strinse la mano e poi tornai nel mio condominio. Non l'ho mai più rivisto. Non poteva ripagarmi perché non gli avevo detto quale dei tanti appartamenti era mio o quale fosse il mio nome. Sono stato terribilmente scosso da questa esperienza. Avevo letteralmente vissuto una scena completamente come era apparso nel mio romanzo. Il che vuol dire che avevo vissuto una sorta di replica della scena in Atti dove Philip incontra l'uomo di colore sulla strada. Non poteva ripagarmi perché non gli avevo detto quale dei tanti appartamenti era mio o quale fosse il mio nome. Sono stato terribilmente scosso da questa esperienza. Avevo letteralmente vissuto una scena scritta in un mio romanzo. Il che vuol dire che avevo vissuto una sorta di replica della scena in Atti dove Philip incontra l'etiope sulla strada. Non poteva ripagarmi perché non gli avevo detto quale dei tanti appartamenti era mio o quale fosse il mio nome. Sono stato terribilmente scosso da questa esperienza. Avevo letteralmente vissuto una scena completamente come era apparso nel mio romanzo. Il che vuol dire che avevo vissuto una sorta di replica della scena in Atti dove Philip incontra l'uomo di colore sulla strada.
Cosa potrebbe spiegare tutto questo?
La risposta che ho trovato potrebbe non essere corretta, ma è l'unica risposta che ho. Ha a che fare con il tempo. La mia teoria è questa: in un certo senso importante, il tempo non è reale . O forse è reale, ma non come lo sperimentiamo o lo immaginiamo. Avevo la certezza acuta e travolgente (e ho ancora) che, nonostante tutto il cambiamento che vediamo, uno specifico paesaggio permanente è alla base del mondo del cambiamento: e che questo invisibile paesaggio sottostante è quello della Bibbia; in particolare, è il periodo immediatamente successivo alla morte e alla risurrezione di Cristo; è, in altre parole, il periodo di tempo del Libro degli Atti.
Parmenide sarebbe fiero di me. Ho osservato un mondo in continuo cambiamento e ho dichiarato che al di sotto di esso giace l'eterno, l'immutabile, l'assolutamente reale. ma come è successo? Se il tempo reale è circa il 50 d.C., allora perché vediamo il1978? E se viviamo veramente nell'impero romano, da qualche parte in Siria, perché vediamo gli Stati Uniti?
Durante il Medioevo, sorse una curiosa teoria, che ora vi presenterò per quello che vale. È la teoria che il Maligno - Satana - è la "scimmia di Dio". Questi crea imitazioni spurie della creazione, della creazione autentica di Dio, e poi le spaccia per la creazione autentica. Questa strana teoria aiuta a spiegare la mia esperienza? Dobbiamo credere che siamo occlusi, che siamo ingannati, che non è il 1978 ma l'AD 50 ... e Satana ha fatto girare una realtà contraffatta per inaridire la nostra fede nel ritorno di Cristo?
Posso solo immaginare di essere esaminato da uno psichiatra. Lo psichiatra dice: "Che anno è?" E io rispondo, "AD 50." Lo psichiatra sbatte le palpebre e poi chiede: "E tu dove sei?" Rispondo, "In Giudea." "Dove diavolo è?" chiede lo psichiatra. "Fa parte dell'impero romano", avrei dovuto rispondere. "Sai chi è il presidente?" Lo chiedeva lo psichiatra, e io risponderei, "Il Procuratore Felice." "Ne sei abbastanza sicuro?" Lo chiedeva lo psichiatra, nel frattempo dando un segnale segreto a due nerboruti psico-inservienti. "Sì", mi piacerebbe ripetere. "A meno che Felix non si sia dimesso ed è stato sostituito dal Procuratore Festus. Vedi, San Paolo è stato tenuto da Felix per ... "" Chi ti ha detto tutto questo? "Lo psichiatra si sarebbe irriso, bruscamente, e io gli avrei risposto," Lo Spirito Santo. "E dopo quello sarei nella stanza imbottita, e io starei lì a guardare fuori, e sapendo esattamente come mai ero lì. Tutto in quella conversazione sarebbe vero, in un certo senso, sebbene palpabilmente non sia vero in un altro. So perfettamente che siamo nel 1978 e che Jimmy Carter è il presidente e che vivo a Santa Ana, in California, negli Stati Uniti. So perfino come arrivare dal mio appartamento a Disneyland, un fatto che non riesco a dimenticare. E sicuramente nessuna Disneyland esisteva al tempo di San Paolo.
Quindi, se mi sforzo di essere molto ragionevole e razionale, e tutte quelle altre buone cose, devo ammettere che l'esistenza di Disneyland (che so essere reale) dimostra che non viviamo in Giudea nel 50 d.C. L'idea di San Paolo che vortica intorno alle gigantesche tazze da tè che scrive la Prima Lettera ai Corinzi, mentre la TV di Parigi lo riprende con le telecamere - è proprio assurda. San Paolo non sarebbe mai andato a Disneyland. Solo i bambini, i turisti e gli alti funzionari sovietici in visita vanno a Disneyland. I santi no.
Ma in qualche modo quel materiale biblico ha acchiappato il mio inconscio e insinuato nel mio romanzo, e altrettanto vero, per qualche ragione nel 1978 ho rivissuto una scena che ho descritto nel 1970. Quello che cerco di dire è questo: ci sono prove interne in almeno uno dei miei romanzi che un'altra realtà, immutabile, esattamente come pensavano Parmenide e Platone, sono alla base del visibile mondo fenomenico del cambiamento, e in qualche modo, forse, con nostra sorpresa, possiamo farcela. O meglio, uno Spirito misterioso può metterci in contatto con esso, se vuole che vediamo questo permanente altro paesaggio. Il tempo passa, passano migliaia di anni, ma nello stesso istante in cui vediamo questo mondo contemporaneo, il mondo antico, il mondo della Bibbia, è nascosto sotto di esso, immobile. Lì e ancora reale. Eternamente così.
Ma volete che mi rovini e vi racconti il resto di questa strana storia? Lo farò, essendo già andato così lontano. Il mio romanzo Flow My Tears, the Policeman Said è stato pubblicato dalla Doubleday nel febbraio del 1974. La settimana dopo della sua uscitao, mi son fatto togliere due denti del giudizio, sotto anestesia a base di Sodio Pentothal. Più tardi quel giorno mi sono trovato con  un intenso dolore. Mia moglie ha telefonato al dentista e ha telefonato a una farmacia. Mezz'ora dopo qualcuno ha bussato alla mia porta: il fattorino della farmacia con il farmaco antidolorifico. Sebbene la ferita fosse sanguinante, e mi dolesse e mi sentissi debole, sentivo il bisogno di andare io stesso ad aprire la porta. Quando aprii la porta, mi trovai di fronte una giovane donna - che indossava una brillante collana d'oro al centro della quale c'era un pesce d'oro scintillante. Per qualche ragione ero ipnotizzato dal pesce dorato scintillante; Ho dimenticato il mio dolore, ho dimenticato la medicazione, ho dimenticato perché la ragazza era lì. Ho continuato a fissare l'insegna del pesce.
"Che cosa significa?" Le ho chiesto.
La ragazza toccò il pesce dorato scintillante con la mano e disse, "Questo è un segno indossato dai primi cristiani." Poi mi diede il pacchetto di medicinali.
In quell'istante, mentre fissavo il lucente pesciolino e mentre ascoltavo le sue parole, improvvisamente ho sperimentato ciò che in seguito ho imparato si chiama anamnesi - una parola greca che significa letteralmente "perdita dell'oblio". Mi sono ricordato chi ero e dove ero . In un istante, in un batter d'occhio, tutto tornò a me. E non solo potevo ricordarlo ma potevo vederlo. La ragazza era un cristiano segreto e anch'io. Vivevamo nella paura di essere scoperti dai romani. Dovevamo comunicare con segni criptici. Mi aveva appena detto tutto questo ed era vero.
Per un breve momento, per quanto sia difficile da credere o da spiegare, vidi materializzarsi la prigione i contorni tetri della prigione della odiata Roma . Ma, molto più importante, mi sono ricordato di Gesù, che era stato da poco con noi e che se n'era andato temporaneamente e che sarebbe tornato molto presto. La mia emozione era di gioia. Ci stavamo preparando segretamente ad accoglierlo di nuovo. Non sarebbe lungo. E i romani non lo sapevano. Pensavano che fosse morto, morto per sempre. Quello era il nostro grande segreto, la nostra gioiosa conoscenza. Nonostante tutte le apparenze, Cristo sarebbe tornato, e il nostro diletto e la nostra attesa erano sconfinati.
Non è strano che questo strano evento, questo recupero della memoria perduta, si sia verificato solo una settimana dopo il rilascio di Flow My Tears ? Ed è Flow My Tears che contiene la replica di persone ed eventi del Libro degli Atti, che è ambientato nel momento preciso nel tempo - subito dopo la morte e la risurrezione di Gesù - che ho ricordato, attraverso il segno dorato del pesce, come appena avuto luogo?
Se tu fossi in me e ti fosse successo, sono sicuro che non potresti lasciarlo da solo. Cercherai una teoria che spieghi ciò. Per oltre quattro anni, ho provato una teoria dopo l'altra: tempo circolare, tempo congelato, tempo senza tempo, ciò che viene chiamato "sacro" in contrasto con il tempo "mondano" ... Non posso contare le teorie che ho sperimentato. Una costante ha prevalso, tuttavia, in tutte le teorie. Deve esserci davvero un misterioso Spirito Santo che ha una relazione esatta e intima con Cristo, che può dimorare nelle menti umane, guidarle e informarle, e persino esprimersi attraverso quegli umani, anche senza la loro consapevolezza.
Nella sceneggiatura di Flow My Tears , nel 1970, c'è stato un evento insolito che già all'epoca mi era parso strordinario, non faceva parte del normale mi modo di scrittura. Ho fatto un sogno una notte, un sogno particolarmente vivido. E quando mi sono risvegliato mi sono ritrovato sotto l'impulso - l'assoluta necessità - di inserire il sogno nel testo del romanzo proprio come l'avevo sognato. Per poter descrivere esattamente il sogno, ho dovuto fare undici bozze della parte finale del manoscritto, fino a quando non ne fossi soddisfatto.
Citerò ora dal romanzo, nella versione definitiva poi data alle stampe. Vedi se questo sogno ti ricorda qualcosa.
La campagna, bruna e secca dell'estate, dove aveva vissuto da bambino. Era a cavallo e avvicinandosi a lui alla sua sinistra vi erano altri cavalli. Sui cavalli cavalcavano uomini in abiti luminosi, ognuno con un contorno diverso; ognuno indossava un elmo appuntito che scintillava alla luce del sole. I cavalieri lenti e solenni lo superarono e, mentre viaggiavano, ne distinse la faccia: un viso di marmo antico, un uomo terribilmente vecchio con cascate di barba bianca. Che naso forte aveva. Quali nobili caratteristiche. Così stanco, così serio, così lontano dagli uomini comuni. Evidentemente era un re. Felix Buckman li lasciò passare; non ha parlato con loro e non gli hanno detto niente. Insieme, tutti si spostarono verso la casa da cui era venuto. Un uomo si era sigillato dentro la casa, un uomo solo, Jason Taverner, nel silenzio e nell'oscurità, senza finestre, da solo da ora in avanti verso l'eternità. Seduto, semplicemente esistente, inerte. Felix Buckman proseguì, in aperta campagna. E poi sentì da dietro di lui un urlo terrificante. Avevano ucciso Taverner e vedendoli entrare, percependoli nell'ombra intorno a lui, sapendo cosa intendevano fare con lui, Taverner aveva urlato. Dentro di sé, Felix Buckman sentì un assoluto e desolato dolore. Ma nel sogno non tornò indietro né guardò indietro. Non c'era nulla che potesse essere fatto. Nessuno avrebbe potuto fermare il gruppo di uomini multicolori in veste; non avrebbero potuto dirsi di no. Comunque, era finita. Taverner era morto. e vedendoli entrare, percependoli nell'ombra intorno a lui, sapendo cosa intendevano fare con lui, Taverner aveva urlato. Dentro di sé, Felix Buckman sentì un assoluto e desolato dolore. Ma nel sogno non tornò indietro né guardò indietro. Non c'era nulla che potesse essere fatto. Nessuno avrebbe potuto fermare il gruppo di uomini multicolori in veste; non avrebbero potuto dirsi di no. Comunque, era finita. Taverner era morto. e vedendoli entrare, percependoli nell'ombra intorno a lui, sapendo cosa intendevano fare con lui, Taverner aveva urlato. Dentro di sé, Felix Buckman sentì un assoluto e desolato dolore. Ma nel sogno non tornò indietro né guardò indietro. Non c'era nulla che potesse essere fatto. Nessuno avrebbe potuto fermare il gruppo di uomini multicolori in veste; non avrebbero potuto dirsi di no. Comunque, era finita. Taverner era morto.
Questo passaggio probabilmente non ti suggerisce alcuna cosa particolare, eccetto che la legge ha un giudizio severo su qualcuno che sia colpevole o considerato colpevole. Non è chiaro se Taverner abbia effettivamente commesso un crimine o si crede che abbia commesso un crimine. Ho avuto l'impressione che fosse colpevole, ma che era una tragedia che doveva essere ucciso, una tragedia terribilmente triste. Nel romanzo, questo sogno fa iniziare a piangere Felix Buckman, e perciò cerca l'uomo di colore nella stazione di servizio notturna.
Mesi dopo la pubblicazione del romanzo, ho trovato la sezione della Bibbia a cui questo sogno si riferisce. È Daniel, 7: 9:
I troni furono ambientati e un antico in anni prese posto. La sua veste era bianca come la neve e i capelli della sua testa erano come la lana più pulita. Fiamme di fuoco erano il suo trono e le sue ruote ardevano fuoco; un fiume di fuoco che scorreva, scorreva davanti a lui. Migliaia e migliaia lo servivano e miriadi di miriadi assistettero alla sua presenza. La corte si sedette e il libro fu aperto.
Il vecchio dai capelli bianchi appare di nuovo in Apocalisse, 1:13:
Vidi ... uno come un figlio dell'uomo,  con un abito lungo fino ai piedi, con una cintura d'oro intorno al petto. I capelli della testa erano candidi come lana candida e gli occhi fiammeggiavano come il fuoco; i suoi piedi brillavano come ottone brunito, raffinato in una fornace, e la sua voce era come il suono delle acque impetuose.
E poi 1:17:
Quando l'ho visto, sono caduto ai suoi piedi come se fosse morto. Ma ha posato la sua mano destra su di me e ha detto: "Non aver paura. Io sono il primo e l'ultimo, e io sono il vivente, perché ero morto e ora sono vivo per sempre, e detengo le chiavi del dominio della Morte e della Morte. Scrivi dunque ciò che hai visto, ciò che è ora e ciò che sarà in futuro. "
E, come Giovanni di Patmos, ho scritto fedelmente ciò che ho visto e inserito nel mio romanzo. Ed era vero, anche se all'epoca non sapevo a chi si riferiva questa descrizione:
... ne distinse il volto: un'antica faccia di marmo, un uomo terribilmente vecchio con cascate di barba bianca. Che naso forte aveva. Quali nobili caratteristiche. Così stanco, così serio, così lontano dagli uomini comuni. Evidentemente era un re.
In effetti era un re. È Cristo stesso ritornato, per emettere un giudizio. E questo è quello che fa nel mio romanzo: Egli giudica l'uomo sigillato nelle tenebre. L'uomo sigillato nell'oscurità deve essere il Principe del Male, la Forza dell'Oscurità. Chiamalo come vuoi, è arrivato il momento. È stato giudicato e condannato. Felix Buckman poteva piangere per la tristezza, ma sapeva che il verdetto non poteva essere contestato. E così cavalcò, senza voltarsi o voltarsi indietro, sentendo solo lo strillo di paura e sconfitta: il grido del male distrutto.
Quindi il mio romanzo conteneva materiale proveniente da altre parti della Bibbia, così come le sezioni di Atti. Decifrato, il mio romanzo racconta una storia completamente diversa dalla storia di superficie (di cui non abbiamo bisogno di entrare qui). La vera storia è semplicemente questa: il ritorno di Cristo, ora re piuttosto che servo sofferente. Giudice piuttosto che vittima di un giudizio ingiusto. Tutto è invertito. Il messaggio centrale del mio romanzo, senza che io lo sapessi, era un monito per i potenti: sarai presto giudicato e condannato. A chi, in particolare, si riferiva? Beh, non posso davvero dire; o piuttosto preferirei non dire. Non ho una conoscenza certa, solo un'intuizione. E questo non è abbastanza per andare avanti, quindi terrò per me i miei pensieri. Ma potreste chiedervi quali eventi politici si sono verificati in questo paese tra il febbraio 1974 e l'agosto 1974. Chiediti chi è stato giudicato e condannato, e caduto come una stella fiammeggiante nella rovina e nella disgrazia. L'uomo più potente del mondo. E mi sento dispiaciuto per lui ora come ho fatto quando ho sognato quel sogno. "Quel povero poveretto", dissi una volta a mia moglie, con le lacrime agli occhi. "Stai zitto nell'oscurità, suona il pianoforte nella notte tra sé e sé, solo e impaurito, sapendo quello che verrà." Per l'amor di Dio, perdonalo, finalmente. Ma quello che è stato fatto a lui e tutti i suoi uomini - "tutti gli uomini del Presidente", come si è detto, doveva essere fatto. Ma è finita, e dovrebbe essere di nuovo esposto alla luce del sole; nessuna creatura, nessuna persona, dovrebbe essere rinchiusa nell'oscurità per sempre, nella paura. Non è umano. "Quel povero poveretto", dissi una volta a mia moglie, con le lacrime agli occhi. "Stai zitto nell'oscurità, suona il pianoforte nella notte tra sé e sé, solo e impaurito, sapendo quello che verrà." Per l'amor di Dio, perdonalo, finalmente. Ma quello che è stato fatto a lui e tutti i suoi uomini - "tutti gli uomini del Presidente", come si è detto, doveva essere fatto. Ma è finita, e dovrebbe essere di nuovo esposto alla luce del sole; nessuna creatura, nessuna persona, dovrebbe essere rinchiusa nell'oscurità per sempre, nella paura. Non è umano. "Quel povero poveretto", dissi una volta a mia moglie, con le lacrime agli occhi. "Stai zitto nell'oscurità, suona il pianoforte nella notte tra sé e sé, solo e impaurito, sapendo quello che verrà." Per l'amor di Dio, perdonalo, finalmente. Ma quello che è stato fatto a lui e tutti i suoi uomini - "tutti gli uomini del Presidente", come si è detto, doveva essere fatto. Ma è finita, e dovrebbe essere di nuovo esposto alla luce del sole; nessuna creatura, nessuna persona, dovrebbe essere rinchiusa nell'oscurità per sempre, nella paura. Non è umano. e dovrebbe essere di nuovo esposto alla luce del sole; nessuna creatura, nessuna persona, dovrebbe essere rinchiusa nell'oscurità per sempre, nella paura. Non è umano. e dovrebbe essere di nuovo esposto alla luce del sole; nessuna creatura, nessuna persona, dovrebbe essere rinchiusa nell'oscurità per sempre, nella paura. Non è umano.
Proprio nel momento in cui la Corte Suprema stava decidendo che i nastri Nixon dovevano essere consegnati al procuratore speciale, stavo mangiando in un ristorante cinese a Yorba Linda, la città della California dove Nixon andava a scuola - dove è cresciuto, ha lavorato in un negozio di alimentari, dove c'è un parco che porta il suo nome e, naturalmente, la casa dei Nixon, semplice assicella e tutto il resto. Nel mio biscotto della fortuna, ho ottenuto la seguente fortuna:
LE AZIONI FATTE IN SEGRETO HANNO UN CAMMINO DI DIVENTARE TROVATO
Ho spedito il foglietto alla Casa Bianca, menzionando che il ristorante cinese si trovava a un miglio dalla casa originale di Nixon, e ho detto: "Penso che sia stato commesso un errore; per caso ho avuto la fortuna del signor Nixon. Ha il mio? "La Casa Bianca non ha risposto.
Bene, come ho detto prima, un autore di un'opera immaginaria potrebbe scrivere la verità e non saperlo. Per citare Xenofane un altro pre-socratico: anche se un uomo dovrebbe avere la possibilità di dire la verità più completa, tuttavia lui stesso non lo sa; tutte le cose sono avvolte nelle apparenze (Frammento 34). E Eraclito aggiunse a questo: la natura delle cose è l'abitudine di nascondersi (Frammento 54). WS Gilbert, di Gilbert e Sullivan, ha detto: raramente le cose sembrano; latte scremato mascherato come crema.Il punto di tutto ciò è che non possiamo fidarci dei nostri sensi e probabilmente nemmeno il nostro ragionamento a priori. Per quanto riguarda i nostri sensi, capisco che le persone che sono state cieche dalla nascita e che improvvisamente si vedono sono stupite nello scoprire che gli oggetti sembrano diventare sempre più piccoli man mano che si allontanano. Logicamente, non c'è ragione per questo. Noi, naturalmente, siamo arrivati ad accettarlo, perché ci siamo abituati. Vediamo gli oggetti diventare più piccoli, ma sappiamo che in realtà rimangono delle stesse dimensioni. Così anche la comune persona pragmatica di tutti i giorni utilizza una certa quantità di sofisticati sconti su ciò che i suoi occhi e le sue orecchie gli dicono.
Poco di ciò che scriveva Eraclito è sopravvissuto, e ciò che abbiamo è oscuro, ma il frammento 54 è lucido e importante: la struttura latente è padrona di una struttura evidente. Ciò significa che Eraclito credeva che un velo giaceva sopra il vero paesaggio. Poteva anche sospettare che il tempo non fosse in qualche modo quello che sembrava, perché nel Frammento 52 diceva: il tempo è un bambino che gioca, gioca a sorteggio; un bambino è il regno. Questo è davvero criptico. Ma ha anche detto, in Frammento 18: Se uno non se lo aspetta, non si scoprirà l'inaspettato; non è da rintracciare e nessun percorso ci porta ad esso. Edward Hussey, nel suo libro erudito The Pre-Socratics , dice:
Se Eraclito deve essere così insistente sulla mancanza di comprensione mostrata dalla maggior parte degli uomini, sembrerebbe ragionevole che egli debba offrire ulteriori istruzioni per penetrare nella verità. Il discorso sull'indovinare indovinelli suggerisce che è necessaria una specie di rivelazione, al di là del controllo umano ... La vera saggezza, come è stato visto, è strettamente associata a Dio, il che suggerisce che, avanzando la saggezza, un uomo diventa Iike, o una parte di, Dio.
Questa citazione non proviene da un libro religioso o da un libro di teologia; è un'analisi dei primi filosofi di un docente di filosofia antica all'Università di Oxford. Hussey chiarisce che a questi primi filosofi non c'era distinzione tra filosofia e religione. Il primo grande balzo in avanti nella teologia greca fu quello di Xenofane di Colofone, nato nella metà del sesto secolo aC Xenophanes, senza ricorrere a nessuna autorità che si aspetti dalla sua stessa mente, dice:
Un dio non esiste, in nessun modo come creature mortali né in forma corporea né nel pensiero della sua mente. L'intero di lui vede, pensa tutto a lui, tutto ciò che sente. Rimane sempre immobile nello stesso posto; non è giusto che si muova ora in questo modo, ora.
Questo è un concetto sottile e avanzato di Dio, evidentemente senza precedenti tra i pensatori greci. Gli argomenti di Parmenide sembravano dimostrare che tutta la realtà deve essere davvero una mente, scrive Hussey, o un oggetto di pensiero in una mente. Riguardo ad Eraclito in particolare, egli dice: In Eraclito è difficile dire fino a che punto i disegni nella mente di Dio si distinguono dall'esecuzione nel mondo, o addirittura fino a che punto la mente di Dio si distingue dal mondo. L'ulteriore salto di Anaxagora mi ha sempre affascinato. Anassagora era stato guidato a una teoria della microstruttura della materia che lo rendeva, in una certa misura, misterioso per la ragione umana. Anassagora credeva che tutto fosse determinato dalla Mente. Questi non erano pensatori infantili, né primitivi. Discutevano di problemi seri e studiavano le rispettive opinioni con abile intuizione. È stato così fino ai tempi di Aristotele che le loro opinioni si sono ridotte a ciò che possiamo ordinatamente - ma erroneamente - classificare come rozzi. La sommatoria di molta teologia e filosofia pre-socratica può essere espressa come segue: Il kosmos non è come sembra, e quello che probabilmente è, al livello più profondo, è esattamente ciò che l'essere umano è al suo livello più profondo - chiamalo mente o anima, è qualcosa di unitario che vive e pensa, e appare solo essere plurale e materiale. Gran parte di questa visione ci è arrivata attraverso la dottrina del Logos riguardante Cristo. Il Logos era sia ciò che pensava, sia la cosa che pensava: pensatore e pensiero insieme. L'universo, quindi, è pensatore e pensiero, e dal momento che ne facciamo parte, noi come esseri umani siamo, in ultima analisi, pensieri e pensatori di quei pensieri.
Quindi se Dio pensa a Roma intorno al 50 d.C., allora Roma intorno al 50 d.C. L'universo non è un orologio a molla e Dio la mano che lo avvolge. L'universo non è un orologio alimentato a batteria e Dio la batteria. Spinoza credeva che l'universo fosse il corpo di Dio esteso nello spazio. Ma molto prima di Spinoza - duemila anni prima di lui - aveva detto Xenofane, senza sforzo, brandisce tutte le cose con il pensiero della sua mente (Frammento 25).
Se qualcuno di voi ha letto il mio romanzo Ubik , voi sapete che la misteriosa entità o mente o forza chiamata Ubik inizia come una serie di spot economici e volgari e finisce per dire:
Sono Ubik. Prima dell'universo ero io. Ho fatto i soli. Ho fatto i mondi. Ho creato le vite e i luoghi in cui vivono; Li sposto qui, li metto li. Vanno come dico, fanno come io dico a loro. Io sono la parola e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamo Ubik ma non è il mio nome. Sono. Lo sarò sempre
È ovvio da questo chi e cosa è Ubik; in particolare dice che è la parola, cioè il Logos. Nella traduzione tedesca, c'è uno dei più meravigliosi errori di comprensione corretta che io abbia mai incontrato; Dio ci aiuti se l'uomo che ha tradotto il mio romanzo Ubik in tedesco dovesse fare una traduzione dal greco koin in tedesco del Nuovo Testamento. Ha fatto tutto bene fino a quando è arrivato alla frase "Io sono la parola". Questo lo ha sconcertato. Cosa può significare l'autore con questo? deve essersi chiesto, ovviamente non avendo mai incontrato la dottrina Logos. Così ha fatto il miglior lavoro di traduzione possibile. Nell'edizione tedesca, l'Entità Assoluta che ha fatto i soli, ha creato i mondi, ha creato le vite e i luoghi in cui vivono, dice di se stessa:
Io sono il nome del marchio.
Se avesse tradotto il Vangelo secondo San Giovanni, suppongo che sarebbe uscito come:
Quando tutte le cose sono iniziate, il nome del marchio era già. Il nome del marchio abitava con Dio, e quello che Dio era, era il nome del marchio.
Sembrerebbe che non ti porti solo saluti da Disneyland ma da Mortimer Snerd. Tale è il destino di un autore che sperava di includere temi teologici nella sua scrittura. "Il nome del marchio, quindi, era con Dio all'inizio, e attraverso di lui tutte le cose sono diventate; nessuna singola cosa è stata creata senza di lui. "Quindi va con nobili ambizioni. Speriamo che Dio abbia il senso dell'umorismo.
O dovrei dire, speriamo che il marchio abbia un senso dell'umorismo.
Come ti dissi prima, le mie due preoccupazioni nella mia scrittura sono "Cos'è la realtà?" E "Qual è l'autentico umano?" Sono sicuro che ora puoi vedere che non sono stato in grado di rispondere alla prima domanda. Ho un'intuizione costante che in qualche modo il mondo della Bibbia è un paesaggio letteralmente reale ma velato, che non cambia mai, nascosto alla nostra vista, ma a nostra disposizione per rivelazione. Questo è tutto ciò che posso inventare - una miscela di esperienza mistica, ragionamento e fede. Vorrei dire qualcosa sui tratti dell'essere umano autentico, però; in questa ricerca ho avuto risposte più plausibili.
L'essere umano autentico è uno di noi che sa istintivamente ciò che non dovrebbe fare e, inoltre, rifiuta di farlo. Si rifiuterà di farlo, anche se ciò causerà terribili conseguenze a lui ea coloro che ama. Questo, per me, è il tratto ultimamente eroico della gente comune; dicono no al tiranno e prendono tranquillamente le conseguenze di questa resistenza. Le loro azioni possono essere piccole, e quasi sempre inosservate, non contrassegnate dalla storia. I loro nomi non sono ricordati, né questi autentici umani si aspettavano che i loro nomi venissero ricordati. Vedo la loro autenticità in un modo strano: non nella loro volontà di compiere grandi imprese eroiche ma nel loro tranquillo rifiuto. In sostanza, non possono essere costretti a essere ciò che non sono.
Il potere delle realtà spurie che ci picchiano oggi: questi falsi fabbricati deliberatamente non penetrano mai nel cuore dei veri esseri umani. Osservo i bambini che guardano la TV e all'inizio temo ciò che viene loro insegnato, e poi realizzo che non possono essere corrotti o distrutti. Guardano, ascoltano, capiscono e, quindi, dove e quando è necessario, rifiutano. C'è qualcosa di enormemente potente nella capacità di un bambino di resistere ai fraudolenti. Un bambino ha l'occhio più chiaro, la mano più ferma. I mendicanti, i promotori, invocano invano la fedeltà di queste piccole persone. È vero, le aziende di cereali potrebbero essere in grado di commercializzare enormi quantità di colazioni di cianfrusaglie; le catene di hamburger e hot dog possono vendere infiniti numeri di fast-food irreali ai bambini, ma il cuore profondo batte forte, irraggiungibile e irragionevole con. Un bambino di oggi può scoprire una bugia più veloce rispetto all'adulto più saggio di vent'anni fa. Quando voglio sapere cosa è vero, chiedo ai miei figli. Non me lo chiedono; Mi rivolgo a loro.
Un giorno mentre mio figlio Christopher, che ha quattro anni, stava giocando davanti a me e sua madre, noi due adulti abbiamo iniziato a discutere della figura di Gesù nei Vangeli sinottici. Christopher si voltò verso di noi per un istante e disse: "Sono un pescatore. Io pesca pesce. "Stava giocando con una lanterna di metallo che qualcuno mi aveva regalato, cosa che non avevo mai usato ... e improvvisamente mi sono reso conto che la lanterna aveva la forma di un pesce. Mi chiedo quali pensieri siano stati posti nell'anima del mio bambino in quel momento - e non collocati lì da mercanti di cereali o venditori ambulanti di caramelle. "Sono un pescatore. Io pesce per pesce. "Christopher, a quattro anni, aveva trovato il segno che non ho trovato fino a quando avevo quarantacinque anni. Il tempo sta accelerando. E a quale fine? Forse ci è stato detto duemila anni fa. O forse non è stato molto tempo fa; forse è un'illusione che sia passato tanto tempo. Forse è stata una settimana fa, o anche prima, oggi. Forse il tempo non sta solo accelerando; forse, inoltre, finirà.
E se lo fa, le giostre a Disneyland non saranno mai più le stesse. Perché quando finirà il tempo, gli uccelli, gli ippopotami e i leoni e i cervi a Disneyland non saranno più simulazioni e, per la prima volta, un vero uccello canterà.